Soluzioni per gli enti locali

Le scadenze arrivano tutte insieme.
Noi le presidiamo una per una.

Adeguamento all’AI Act, inventari e riforma accrual, DUP e bilancio di previsione, rendicontazione PNRR su ReGiS. Entriamo nelle piattaforme, saniamo le anomalie e chiudiamo l’adempimento.

Le prossime scadenze Oggi siete qui

  1. Ora Obblighi AI Act già in vigore — periodo attuale
  2. 31 ago ReGiS — Risorse in Comune
  3. 30 set Patrimonio al MEF e medie opere
  4. 31 dic Revisione delle partecipazioni
  5. 30 apr Rendiconto e inventario

Da dove conviene partire

Quattro fronti aperti adesso

Sono i quattro interventi che oggi hanno il rapporto migliore fra urgenza e conseguenze: due hanno termini già decorsi o imminenti, due vanno impostati in questo autunno per non slittare di un anno.

01

Adeguamento all’AI Act

Censimento dei sistemi di intelligenza artificiale in uso, esclusione delle pratiche vietate, alfabetizzazione del personale e informative ai cittadini. Non è un progetto da programmare: è un arretrato da chiudere.

Quando Obbligo in vigore Reg. UE 2024/1689 — termini decorsi dal 2 febbraio 2025

02

Ricognizione straordinaria degli inventari e adeguamento all’accrual

Ricognizione sul campo dei beni mobili e immobili, valorizzazione, riconciliazione con lo stato patrimoniale e piano pluriennale verso i principi ITAS. È il lavoro che non si comprime nell’ultimo esercizio.

Quando Da avviare in autunno Prerequisito della riforma accrual — percorso pluriennale

03

DUP e allegati al bilancio di previsione

Raccolta degli obiettivi dei settori, redazione del DUP o del DUPS, costruzione degli indicatori e raccordo con lo schema di bilancio. Il documento che dovrebbe guidare il bilancio, non seguirlo.

Quando Autunno 2026 Da attivare a settembre

04

Monitoraggio e rendicontazione dei progetti PNRR su ReGiS

Presidio della piattaforma ReGiS, CUP per CUP: caricamenti, rendicontazione delle spese, verifica di ammissibilità, rendiconto finale e domanda di saldo. Il mandato si chiude quando il rendiconto è verificato dall’amministrazione titolare, non quando parte l’invio.

Quando Fino all’approvazione Prima finestra: Risorse in Comune

Scadenzario

Che cosa scade, e quando va preparato

I termini non sono il problema: il problema è che il lavoro utile va fatto settimane prima. Qui sono in ordine, con la data e il momento in cui conviene muoversi.

  1. In vigore

    Termine già decorso

    Obblighi AI Act: sistemi censiti, personale formato, cittadini informati

    Reg. UE 2024/1689 — art. 4 dal 2 febbraio 2025, trasparenza dal 2 agosto 2026

    Non è una scadenza che arriva: è un termine già decorso. Chi non ha ancora censito i sistemi in uso sta accumulando ritardo da oltre un anno.

  2. 31 agosto 2026

    Imminente

    Rendicontazione ReGiS — Risorse in Comune

    Piattaforma ReGiS

    Le anomalie bloccanti emergono negli ultimi giorni e non si sciolgono in una sera. Il rischio non è formale: è la perdita del contributo.

  3. 30 settembre 2026

    Da preparare ora

    Medie opere L. 145/2018

    Piattaforma ReGiS

    Il 30 settembre non è il termine di rendicontazione: è la data entro cui i lavori devono essere conclusi, oltre la quale il contributo si revoca. Per rendicontare ci sono sei mesi dal certificato di regolare esecuzione.

  4. 30 settembre 2026

    Da preparare ora

    Comunicazione del patrimonio immobiliare al MEF

    Portale Tesoro

    In presenza di anomalie bloccanti la trasmissione non parte. I dati catastali mai aggiornati emergono qui, a termine vicino.

  5. Autunno 2026

    Da preparare ora

    DUP e allegati al bilancio di previsione

    Da impostare a settembre

    Il termine di approvazione è più avanti, ma il lavoro utile si fa a settembre: raccogliere gli obiettivi dei settori richiede settimane.

  6. Da avviare in autunno

    Senza termine, ma lunga

    Ricognizione straordinaria dell’inventario — beni mobili e immobili

    Prerequisito della riforma accrual

    Non ha un termine perentorio, e per questo slitta ogni anno. È anche l’unico lavoro che non si può comprimere nell’ultimo esercizio.

Lo scadenzario completo

Perché è diventato ingestibile

Tre cose che stanno accadendo insieme

Nessuna delle tre, da sola, sarebbe un problema. Arrivano tutte sugli stessi due o tre uffici, negli enti che hanno meno personale di tutti.

ITAS

principi da adottare

Riforma accrual

La riforma della contabilità poggia sul patrimonio, ed è lì che molti enti sono scoperti

Il primo stato patrimoniale in contabilità accrual dovrà poggiare su un inventario attendibile di tutti i beni, mobili e immobili, e su crediti e debiti riconciliati. Il lavoro che pesa non è contabile, è ricostruttivo — e non si comprime nell’ultimo esercizio.

Come si costruisce il percorso

In vigore

obblighi già decorsi

Intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale è già negli uffici, ma spesso non è censita

Gli obblighi dell’AI Act non arrivano: sono in vigore, e i termini sono decorsi. In molti enti gli strumenti sono già in uso — spesso dentro software acquistati dai fornitori — senza un registro, senza formazione documentata e senza informative ai cittadini.

Come si chiude l’arretrato

Sotto organico

in molti uffici finanziari

Organici

Le scadenze si moltiplicano, le persone che le presidiano no

Il problema di molte ragionerie non è una scadenza in particolare: è che arrivano tutte insieme, sugli stessi due o tre uffici, e in molti casi con un personale ridotto rispetto alla pianta organica. E il sapere operativo sta nelle persone più che nelle procedure.

Il presidio continuativo

Non solo le urgenze

E tutto quello che non è in prima pagina

I quattro fronti prioritari sono quelli che scadono adesso. Poi c’è il lavoro ordinario — rendiconto, partecipate, PCC, tributi, monitoraggio delle opere — che assorbe la maggior parte dell’anno.

10servizi

Servizi finanziari

Riforma accrual, inventari, rendiconto e presidio della ragioneria

L’adeguamento alla contabilità accrual, l’inventario dei beni mobili e immobili, il rendiconto e la contabilità economico-patrimoniale. Il presidio tecnico per una ragioneria che ha più scadenze che persone.

  • Adeguamento alla contabilità accrual e ai principi ITAS
  • Ricognizione straordinaria dell’inventario — beni mobili e immobili
  • Aggiornamento annuale dell’inventario
  • Rendiconto, residui e contabilità economico-patrimoniale
  • e altri 6

8servizi

Servizi tecnici e patrimoniali

PNRR, monitoraggio delle opere e censimento del patrimonio

Rendicontazione dei progetti PNRR su ReGiS, monitoraggio delle opere pubbliche, censimento del patrimonio al MEF. Gli adempimenti che decidono se le risorse restano all’ente.

  • Monitoraggio e rendicontazione dei progetti PNRR su ReGiS
  • Rendicontazione ReGiS — Risorse in Comune
  • Rendicontazione ReGiS — Medie opere (L. 145/2018)
  • Rendicontazione ReGiS — Opere MIM per l’adeguamento antincendio
  • e altri 4

7servizi

Certificazioni e adeguamenti

Intelligenza artificiale, parità di genere, inclusione, organizzazione

Percorsi che partono da un obbligo di legge e finiscono in una certificazione riconosciuta, con l’ente accompagnato passo per passo. Prima l’obbligo, poi ciò che aggiunge valore.

  • Adeguamento all’AI Act — obblighi per gli enti locali
  • ISO/IEC 42001 — sistema di gestione dell’IA
  • UNI/PdR 125 — parità di genere
  • UNI/PdR 159 — inclusione delle persone con disabilità
  • e altri 3

Come lavoriamo

Non vi lasciamo un documento da caricare

Il lavoro si fa dentro i portali, con le credenziali dell’ente e insieme al vostro personale. Quattro criteri, sempre gli stessi.

  1. Si parte da monte

    Prima l’inventario, poi il resto

    Prima l’inventario, poi lo stato patrimoniale, poi il rendiconto e l’accrual. Prima l’obbligo di legge, poi la certificazione che aggiunge valore. Intervenire a valle non risolve: rimanda. E nessun percorso viene venduto come urgente se non lo è.

  2. Un calendario, non una serie di emergenze

    L’anno si imposta a settembre

    Le scadenze dell’ente si mettono in fila con l’indicazione di quando va iniziato il lavoro, non solo di quando scade. Così a gennaio l’ufficio sa già cosa lo aspetta in autunno, e non si tratta un incarico nuovo ogni volta che un termine si avvicina.

  3. Il lavoro si fa in due

    Quello che facciamo resta all’ente

    Si lavora sui vostri gestionali e dentro le piattaforme, accanto a chi in ufficio se ne occupa: le scelte si spiegano mentre si fanno, non a cose fatte. Alla fine dell’incarico l’ente non ha solo l’adempimento chiuso, ha anche chi sa come è stato chiuso.

  4. Non ci fermiamo all’invio

    Restiamo fino in fondo

    Trasmettere è il punto in cui di solito il consulente saluta. Da lì in poi arrivano le richieste di integrazione, e a quel punto l’ufficio si trova solo davanti al portale. Sui percorsi pluriennali il carico si distribuisce sugli esercizi, così l’ufficio non si ferma e ogni anno porta a casa un pezzo.

Il metodo nel dettaglio

Domande frequenti

Le domande che ci fanno i comuni

Lavorate solo in Piemonte?

No, operiamo su tutta Italia. La maggior parte del lavoro si svolge da remoto, sui vostri gestionali e sulle piattaforme ministeriali, e questo permette di seguire enti distanti senza caricare il progetto di costi di trasferta. Quando serve presenza fisica — la ricognizione dei beni mobili è l’esempio principale, perché va fatta sul campo — le giornate in presenza sono previste nel preventivo dall’inizio.

Da dove si comincia con la riforma accrual?

Dagli inventari, non dal software. La prima cosa da capire è quando è stato aggiornato l’inventario l’ultima volta e quanto si discosta da quello che risulta a bilancio: da quella distanza si vede quanto lavoro c’è e su quanti esercizi distribuirlo. Chi parte scegliendo il gestionale sta risolvendo il problema sbagliato, perché il primo stato patrimoniale accrual dovrà poggiare su un inventario attendibile e su crediti e debiti riconciliati.

L’inventario dei beni mobili va davvero rifatto sul campo?

Sì: quando è fermo da anni difficilmente c’è un’alternativa, perché i beni vanno visti, etichettati e assegnati ai consegnatari. È la parte del lavoro che richiede presenza fisica e che pesa di più, ed è anche il motivo per cui conviene farla una volta sola e bene. Dopo, il mantenimento annuale costa una frazione: bastano acquisizioni, dismissioni, ammortamenti dell’esercizio e la quadratura con il conto del patrimonio.

L’adeguamento all’AI Act è obbligatorio anche per un comune piccolo?

Sì, e i termini sono già decorsi. Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale non richiede recepimento e vincola l’ente direttamente: dal 2 febbraio 2025 valgono il divieto delle pratiche vietate e l’alfabetizzazione del personale che usa o gestisce sistemi di IA, dal 2 agosto 2026 si aggiunge la trasparenza verso i cittadini. Non ci sono soglie dimensionali, ma vale la proporzionalità: a un comune di 2.000 abitanti non si chiede l’apparato di un ministero, si chiede di sapere quali sistemi sono in uso, di aver formato chi li usa e di poterlo dimostrare.

Nel nostro ente non usiamo l’intelligenza artificiale. Vale anche per noi?

Spesso è in uso più di quanto si pensi. La parte che sfugge non sono gli strumenti che il personale apre di propria iniziativa, ma le funzioni di IA incorporate nei gestionali e nei servizi già acquistati dai fornitori: traduttori automatici, assistenti alla scrittura, motori di risposta. L’ente ne risponde comunque. Il censimento serve proprio a stabilire, con un documento datato, che cosa c’è davvero.

Tutte le domande frequenti

Trenta minuti per sapere dove siete davvero

Ci dite a che punto siete — i CUP aperti, da quanto non si aggiorna l’inventario, quali strumenti di IA girano negli uffici — e noi vi diciamo che cosa è a rischio, che cosa manca e quanto lavoro serve. Senza impegno.